Per ogni cosa esiste una prima volta: Fukufukuso no Fukuchan

Per ogni cosa esiste una prima volta: Fukufukuso no Fukuchan

Non era ancora accaduto nella storia del cinema giapponese che una cordata di produttori stranieri rimanesse così affascinata dal delicato e impalpabile afflato orientale da contribuire alla realizzazione di un film nipponico, ma esiste sempre una prima volta per ogni cosa. La pellicola in questione, Fukufukuso no Fukuchan, titolo che si potrebbe liberamente tradurre con “Fukuchan della pensione Fukufuku”, è quindi il primo film giapponese che sia riuscito a godere di questa corposa e solerte collaborazione internazionale. Di fatto possiamo parlare a ragione di una superproduzione congiunta, che ha visto cooperare produttori provenienti da paesi diversi quali InghilterraGermaniaTaiwan e Italia, che si sono affiancati alla classica produzione autoctona, abbracciandone in toto il progetto. Per quel che riguarda noi, prole italica, è la casa di produzione Tucker Film, che si preoccuperà altresì della distribuzione nel nostro paese del film summenzionato, ad aver investito risorse in questo insolito progetto senza precedenti.

Chi ha potuto usufruire delle risorse investite da questa nutrita cordata è Fujita Yosuke, regista del film di cui stiamo parlando, oltreché autore della sceneggiatura originale. Fujita Yosuke è considerato uno dei registi del momento nel panorama cinematografico nipponico, invero molto apprezzato dal pubblico nazionale. Specializzato in commedie, ha firmato nel recente passato pellicole come Zenzen daijobu (“Va tutto bene”) e Sabi otoko, sabi onna (“Ragazzi e ragazze eccentrici”).

Questo suo ultimo lavoro, presentato in occasione della XVI edizione del FEFF (Far East Film Festival), che si conclude oggi, si incentra sulla figura di Tatsuo Fukuda, il protagonista del film, un uomo di mezza età dalla crapa rasata, basso ed atticciato, di professione imbianchino, che gli amici sono soliti chiamare con il nomignolo amichevole di Fukuchan. Per il ruolo di Fukuchan è stata scelta l’attrice Oshima Miyuki, che ha dovuto perciò vestire i panni di un personaggio maschile, cosa che nelle intenzioni avrebbe dovuto rendere il film più esilarante e, visto il successo di pubblico avuto in patria (il film è uscito nelle sale nipponiche lo scorso autunno), sembra che il regista con la sua idea abbia fatto centro. Tuttavia, il Giappone è una cosa ed il resto del mondo un’altra. Chissà se questa trovata molto apprezzata in patria godrà dello stesso successo anche al di fuori del Giappone, principalmente nei paesi come il nostro che hanno coprodotto il film e che sperano in un egual successo.

Gli attori principali del film: da sinistra a destra, Arakawa Yoshiyoshi, Oshima Miyuki e Asami Mizukawa.

Attorno alla figura di Fukuchan gravitano altri due personaggi principali, Chiho Sugiura, personaggio femminile del film, interpretato dall’attrice Asami Mizukawa, un’impiegata con il pallino per la fotografia, e Shimacchi, collega di lavoro di Fukuchan, personaggio maschile, interpretato da Arakawa Yoshiyoshi, attore già interprete di un altro film di Fujita, il poc’anzi citato Zenzen daijobu.

La locandina del film mostra la facciata esterna della pensione Fukufuku in versione manga.

Fukuchan vive in una pensione sciatta e rabberciata assieme al suo collega e ad altri inquilini della sua stessa estrazione sociale. Fukuchan si porta dietro sin da giovane una timidezza che lo inibisce decisamente nei rapporti con l’altro sesso, timidezza che ha sviluppato in occasione di un evento passato traumatizzante, le risultanze del quale ancora non ha saputo superare. Il ricordo di questo evento lo ha condizionato fortemente e ha contribuito a metterlo in questa disagevole condizione. All’inizio del film scopriamo quindi un Fukuchan timido e impacciato, che però sappiamo come attraverso una serie di situazioni tra il comico ed il sentimentale riuscirà ad emendarsi, a cambiare atteggiamento sino ad averla finalmente vinta sulla sua timidezza.

Una fotografia carpita durante la conferenza stampa del 23 ottobre 2013 in occasione della presentazione del film al TIFF.

Il film, proiettato nelle sale del Sol Levante già lo scorso autunno, è stato presentato poco prima della sua uscita al TIFF (Tokyo International Film Festival), durante il quale, precisamente il 23 ottobre, si è svolta una conferenza stampa in presenza dei rappresentanti delle case di produzione che hanno fortemente creduto in questo progetto e che vi hanno investito perciò le risorse che sono servite alla realizzazione del film in questione. Per inciso, è curioso che il TIFF si sia svolto a Roppongi, distretto della capitale nipponica, pervaso di un pregnante sentore internazionale, tanto pronunciato da indurre individui di varie nazionalità a raccogliervisi. Chi vi scrive si chiede se la scelta sia ricaduta su Roppongi per la sua natura cosmopolita o se invece questa scelta sia stata dettata solo dalla casualità.

Ebbene, alle domande rivolte ai vari rappresentanti delle diverse case di produzione (per la Tucker Film era presente Sabrina Baracetti) sul perché di questa scelta, unanime si può affermare sia stata la risposta: il cinema giapponese esercita un fascino particolare all’estero e potrebbe rappresentare un grosso investimento per il futuro. Si spera che questo non rimanga un caso isolato, ma che rappresenti un punto di svolta per le produzioni a venire. Si aspettano riscontri tali da convincere che la strada che si è imboccata sia quella giusta. Gli introiti che si auspica ne derivino in gran copia determineranno perciò se la decisione di investire sul cinema giapponese sia stata buona. Nel caso lo sia stata, non è peregrino immaginare la conseguente nascita di altri progetti di coproduzione. Sarà il tempo a dirci e a dir loro se non sono caduti in fallo.

Una menzione particolare alla Tucker Film e al FEFF.

Durante la conferenza stampa si è parlato anche di distribuzione, perché queste case di produzione svolgono anche il ruolo di distributori. Nel caso della nostra casa di produzione friulana, la distribuzione del film potrebbe determinare un ulteriore successo. Negli ultimi anni la Tucker ha distribuito nel nostro paese film quali l’insolito Okuribito (Departures) di Takita Yojiro (vincitore del premio oscar come miglior film straniero nel 2009), oppure il controverso Kokuhaku (Confessions) di Tetsuya Nakashima, tra i nomi più importanti, che hanno riscosso un successo davvero notevole. La speranza per la Tucker è che, visti i precedenti, si ripeta lo stesso successo anche per Fukufukuso no Fukuchan e ancor di più, dato l’impegno profuso.

Francesco Pellegrini

Lascia un commento