Interpretazione personale dell’opera cinematografica: Strade perdute (Lost Highway).

Ieri ho avuta l’occasione di rivedere per l’ennesima volta questo enigmatico film di David Lynch in versione restaurata, che, a differenza delle altre sue produzioni successive, mantiene più o meno una certa linearità nella narrazione, sebbene in definitiva non si tratti altro che di una percorrenza perpetua del nastro di Moebius o di un loop eterno, all’interno del quale il protagonista cerca di vincere le sue paure e le sue angosce, scaturite dal presunto tradimento della moglie.

Il film ruota attorno alla vendetta che un musicista vuole perpetrare ai danni degli aguzzini della moglie, la quale, come si scoprirà in seguito, hanno costretta a partecipare a dei video pornografici e di conseguenza andare a letto con i due capoccia di turno. Il protagonista musicista, tale Fred Madison, vorrà allora vendicarsi dei due capoccia, uno dei quali riuscirà ad ammazzare nella vita reale, mentre per l’altro dovrà calare una sorta di “burattino” umanizzato in una dimensione immaginaria da lui creata nella sua mente, per attuare completamente la sua vendetta e vincere le sue angosce e le sue paure, le quali nel film sono personificante ed interpretate dal nano imbellettato, personaggio squisitamente caratteristico delle opere di questo regista, e di più agevole comprensione per lo spettatore.

Il protagonista Fred Madison ucciderà allora uno dei due aguzzini della moglie, tale Dick Laurent, mentre per farla finita con l’altro, dal momento che è stato arrestato per l’omicidio precedente e dal momento che non può ultimare la sua vendetta nella sua condizione di carcerato in attesa della pena capitale, dovrà calare una sorta di “burattino” umanizzato di nome Pete (Peter Raymond Dayton) in una dimensione immaginaria, una sorta di sogno dove però Fred stesso agisce coscientemente, rendendo il suo “burattino”, in un certo senso, ignaro dei propositi del suo “burattinaio”.

Nel film, infatti, i propositi del protagonista Fred sono diversi da quelli di Pete, ma la realizzazione degli stessi è praticamente identica. È come se il protagonista musicista volesse che il suo burattino realizzasse i suoi fini in questo nuovo mondo fittizio, facendogli percorrere però vie diverse per raggiungerli. Nel mondo fittizio creato dal protagonista musicista, il primo antagonista di Fred, uno dei due aguzzini, è già morto, Dick Laurent; quindi, non serve che il protagonista musicista lo faccia morire in questa nuova dimensione. Si è già liberato di questo antagonista e non ne prova più angoscia. Ha già vinte le sue paure nei suoi confronti. Ad ogni modo, Fred attua lo stesso la vendetta nei confronti del primo aguzzino nel mondo fittizio, in modo diverso dal dargli nuovamente la morte. Fa infatti diventare il signor Eddy (soprannome di Dick Laurent) una sorta di ingenuo “amicone” del suo burattino, il quel gli ruberà la donna in una sorta di vedetta desiderata dal suo burattinaio. Lynch però renderà Eddy sospettoso delle fornicazioni tra Pete e la sua donna, che agli effetti è la moglie del musicista e che lui stesso per i suoi fini farà innamorare del suo burattino.

La moglie del protagonista musicista nel mondo reale era mora e si chiamava Renée, mentre quella inventata è bionda e si chiama Alice, la quale per volontà del burattinaio si innamorerà appunto di Pete. Renée, moglie di Fred è stata uccisa nel mondo reale e quindi lo stesso protagonista musicista vorrebbe rincontrarla nel mondo fittizio in una nuova veste, o meglio con capelli di un colore diverso. Tuttavia, Pete non ha intenzione di vendicarsi del signor Eddy, rubando quella che nella nuova dimensione non è moglie di Pete, ma è solo una ragazza che Fred vuol fare innamorare del suo burattino. Successivamente il protagonista musicista, che manovra nell’altra dimensione il suo personaggio, secondo i suoi desiderata farà confessare ad Alice il suo segreto, cioè quello che probabilmente la moglie nel mondo reale non ha rivelato al marito, in altre parole la relazione con i due uomini ed i filmini pornografici a casa di uno dei due. Anche in questo caso Pete non ha interesse a sapere cosa le è successo, è solo Fred che vuole che il suo burattino lo venga a sapere.

Giunto a conoscenza dei motivi però, Pete non ha una vera e propria intenzione di uccidere l’altro aguzzino. È Alice che lo vuole portare nella casa dei filmini pornografici dove vive l’altro aguzzino. Ancora una volta, per ingannare lo spettatore, la morte sarà “casuale”. Pete non desidera la morte di questo personaggio, è il suo burattinaio principalmente a desiderarla. Se Lynch avesse fatto commettere realmente l’omicidio a Pete, il pubblico molto probabilmente avrebbe identificato il più giovane personaggio con il suo burattinaio Fred.

Successivamente alla dipartita dell’altro aguzzino, c’è una scena a mio parere fondamentale che dà ad intendere allo spettatore che Pete e Fred siano due persone distinte e non corrispondano alla stessa persona. Quando Pete è ancora con Alice dentro la villa, il burattino guarda la fotografia nella quale è ritratta una scena collettiva nella quale compaiono quattro persone. Vi sono i due aguzzini della moglie assieme a due donne identiche ma dal colore dei capelli differente, biondo e moro. In quel momento è come se il burattinaio entrasse in scena, il burattino guardasse con quattro occhi, ed ognuno dei due personaggi riconoscesse la sua donna, ma rimanesse al contempo confuso. Infatti, di seguito, il burattino chiede alla sua donna bionda chi è lei, e lei risponde con una certa sicurezza che lei è quella bionda, perché nella scena c’è solo lei e non è rappresentata da due personaggi. A prescindere che Alice veda anche lei che vi sono due donne identiche ma con colore di capelli diverso, lei stessa non ha esitazioni e punta senza ombra di dubbio il dito su di lei bionda.

Alice poi si volatilizza, non è più necessaria, il protagonista musicista burattinaio ha infatti realizzato il suo obiettivo principale di eliminare l’altro aguzzino. Lo scopo ultimo è stato raggiunto infatti dal protagonista; quello, in altre parole, di liberarsi delle sue paure ed angosce recondite, le quali però vedrà ricomparire quando Pete tornerà a casa dai suoi genitori e verrà assalito dalla sua reale fidanzata con il sospetto che lo abbia tradito. Secondo me è la prima avvisaglia che il suo sogno cosciente sta terminando. Di seguito ci sarà la telefonata più inquietante del film, durante la quale le sue angosce e paure gli comunicheranno, a modo loro, che il suo sogno è terminato e che deve tornare a riconsiderarle per poterle di nuovo vincere, come se fosse all’interno di un circolo perpetuo. Difatti, successivamente nel film, ci sarà l’omicidio del primo aguzzino, Dick Laurent, in una sorta di loop o di nastro di Moebius. Ulteriore prova del ritorno al mondo reale è la fotografia osservata precedentemente dal burattino e dal burattinaio, assieme, nella villa dell’aguzzino morto casualmente, la quale prima ritraeva le due donne assieme ai loro due aguzzini, mentre ora, nel mondo reale, c’è solo la moglie di Fred.

Considerazioni finali.

A differenza della maggior parte dei registi dei quali ho guardato i film, ho potuto notare come le soluzioni sceniche nei film di David Lynch non siano sempre funzionali a livello narrativo, come capita nelle opere di altri registi. Ci sono scene che a mio parere sono volutamente inserite per depistare lo spettatore. Con i suoi film, perciò, bisogna solo trovare gli indizi giusti che permettano di interpretare l’opera cinematografica nella maniera corretta, o meglio, in una delle diverse maniere corrette.

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