Il padre scultore artista del legno aveva rimproverati i suoi due figli per l’ennesima volta e per l’ennesima volta i suoi due figli si erano rifugiati sopra la casa sull’albero che aveva costruita diverso tempo addietro in previsione del loro imminente arrivo.
Al tempo in cui l’opera era in costruzione, la moglie gravida soleva indicarla entusiasticamente ai due gemelli nascituri, lodando l’abilità dell’artista che sarebbe diventato loro padre, nella dolce attesa del lieto evento in cui avrebbe potuto finalmente accoglierli tra le sue braccia.
Non era la prima volta che riprendeva i suoi due figli divenuti adolescenti, ma non immaginava che si sarebbero andati ancora a rifugiare sopra la casa sull’albero. Sperava in cuor suo che non ci sarebbero più saliti alla loro età. I suoi figli, un maschio ed una femmina nati da un parto gemellare, avrebbero dovuto dimostrare per una volta di aver accettata la reprimenda educativa che aveva rivolta loro allo scopo di richiamarli ad una maggior concentrazione nell’adempimento dei compiti loro assegnati, i quali richiedevano la loro solerte assistenza in qualità di aiutanti, durante lo svolgimento del suo lavoro. Tuttavia, in cuor suo pareva essersi reso conto stavolta di aver esagerato ad averli sgridati troppo duramente.
Ormai capitava da diverso tempo che perdesse la pazienza facilmente per un nonnulla, ma non si sarebbe potuto affermare che si scagliasse solamente sui suoi due figli in particolare. L’origine della sua recente irritabilità non la si sarebbe potuta ricercare nella loro attitudine che, a conti fatti, sarebbe stato ingeneroso considerare svogliata, improduttiva. I suoi due figli infatti cercavano in tutti i modi di dimostrarsi diligenti in sua presenza, attivi, impegnandosi al meglio delle loro possibilità.
Il padre scultore artista del legno avrebbe dovuto perciò acquisire la consapevolezza che i suoi figli non rappresentavano un capro espiatorio di qualcosa al quale non avrebbe saputo dare il nome e nemmeno comprendere. Non si sarebbe potuto negare che i motivi che influivano ad alterare il suo umore, turbandolo fintanto ad arrivare ad accanirsi con i suoi due figli, affondassero le radici in un passato gravido di ricordi inaccettabili, che avrebbe fatti fatica a dimenticare, qualora lo avesse desiderato per davvero.
In passato riteneva di essersi sempre mostrato sufficientemente comprensivo quando si trattava di sottolineare lo scarso impegno denotato dai suoi due figli nell’esercizio quotidiano della loro arte. Sperava di convincersi che avessero un qualche talento artistico e che questo potesse venir loro riconosciuto in un futuro prossimo; cioè quando sarebbero stati pronti ad esporre le proprie opere d’arte, e spiegarle per forza di cose, contestualizzarle e persino giustificarle, se vi fosse stato bisogno, al cospetto magari di eventuali cultori o detrattori intransigenti.
Non era escluso che potesse andare più o meno com’era andata anche a lui in passato; in altre parole, che si potessero ripetere le stesse situazioni che aveva vissute con suo padre prima di loro. Tuttavia, prima di farli uscire allo scoperto, avrebbe dovuto riconoscere lui stesso in loro l’acquisizione di una giusta maturità artistica con la quale riuscire a padroneggiare efficacemente e brillantemente l’arte che per tutti quegli anni aveva ed avrebbe stimolata in loro. Auspicava che i suoi figli non si dimostrassero mai pienamente soddisfatti del loro lavoro, realizzati nella loro professione artistica. Si augurava che la loro miglior opera potesse essere sempre la prossima. Avrebbe desiderato che la loro arte potesse sempre mostrarsi perfettibile e che non individuassero in essa un punto d’arrivo di comodo che li dissuadesse dal volersi sempre migliorare. Il padre scultore artista del legno allora non aveva mai cercato di discostarsi da questo modo di ragionare che aveva caratterizzata la sua famiglia e che egli stesso si era trovato ad ereditare.
Il padre scultore artista del legno proveniva infatti da un’illustre famiglia di artisti che aveva maneggiata lungamente questa materia in passato, ottenendo notevoli risultati, che avevano portato i suoi membri a conseguire prestigiosi riconoscimenti, dimostrando ampiamente l’eccellenza della loro arte. Si erano susseguite numerose splendide generazioni d’artisti del legno che avevano contribuito a dare lustro a questa famiglia, attraverso i secoli che si erano succeduti fino ai giorni nostri. Le radici affondavano a qualche secolo fa, ed avevano donata linfa vitale all’albero genealogico che vi era cresciuto sopra a dismisura e che raccoglieva tra le sue diramazioni una nutrita schiera di suoi rinomati rappresentanti.
Il padre scultore artista del legno sperava che tra queste note personalità dell’arte si potessero annoverare in un futuro non molto lontano pure i suoi figli, in qualità di ultimi discendenti di questa illustre famiglia ed eredi di quest’arte atavica, la quale loro stessi avrebbero dovuta saper maneggiare ad un livello tale da far sì che corrispondesse a quel che in cuor suo avrebbe desiderato. Il padre scultore artista del legno attendeva allora il giorno che avrebbe potuta ammirare un’opera che dimostrasse che avevano raggiunta finalmente una certa maestria; un qualche manufatto o una scultura vera e propria, modellata dalle loro mani fattesi esperte. Invero, considerata la giovane età dei suoi due figli avrebbe dovuto mostrarsi meno pretenzioso.
