La tua Arte (terza parte)

Gli venne in mente allora che la moglie potesse aver intesi i suoi feroci rimproveri dall’interno della casa. Non era escluso che fra poco sarebbe uscita a chiedergli spiegazioni esaustive per una reazione che sapeva quanto potesse averla spaventata. Sapeva di non essersi mai comportato così prima d’ora nei confronti dei figli; era stato sempre abbastanza severo, ma non era mai trasceso fino a quel punto. Immaginava che la moglie avesse sentito tutto e che si fosse di conseguenza allarmata per una reazione spropositata che lui stesso credeva non le fosse mai capitato di riconoscere così furente in lui.

Il padre scultore artista del legno era sicuro che l’approccio aggressivo che li aveva visti costretti a subire per forza di cose il suo aspro rimprovero avrebbe spinto la moglie a voler parteggiare per i figli e a desiderare che il marito si mostrasse almeno per una volta più accomodante e comprensivo nei loro confronti. Nel momento in cui il marito aveva scatenata la sua collera, la moglie si trovava di fatto all’interno della casa, ma era riuscita ad ogni modo ad intendere la voce tonante del marito, che aveva preso a rimproverare i figli per un qualche errore che immaginava avessero commesso, provenire direttamente dal suo studio di lavoro.

Lo studio era un edificio unico che si trovava in una posizione distaccata rispetto all’abitazione principale, per cui la moglie per raggiungerlo, come avrebbe voluto, sarebbe dovuta per forza passare dal cortile. Dirigendosi allora verso lo studio del marito, trovò il coniuge proprio lì, subito fuori dallo studio, con lo sguardo rivolto in alto, intento ad osservare attentamente, o piuttosto a contemplare, la casetta di legno sull’albero che aveva costruito ormai diverso tempo addietro.

Cercando di ricostruirsi un ipotetico svolgimento degli eventi dei quali era stata inconsapevolmente informata dalle loro voci, la moglie immaginò che alla fine i figli fossero saliti sopra l’albero, rifugiandosi dentro la casetta che vi era appesa, per sfuggire alle feroci reprimende del marito, al quale avrebbe voluto chiedere spiegazioni per il suo comportamento irriflesso, ma appena prese ad avvicinarglisi, notò distintamente come il suo volto avesse preso a rabbonirsi e non osò perciò disturbarlo. Ad ogni modo riusciva a percepire il conflitto interiore che lo stava animando in quel momento, ma non si sarebbe azzardata per una forma di rispetto a metterglisi accanto con il rischio di turbarlo profondamente, benché fosse di fatto sua moglie e non avrebbe dovuto avere alcun timore a far un tentativo per comprendere le sue sofferenze recondite.

Sebbene la moglie sapesse quanto il marito ultimamente non stesse passando un bel momento, allorché ella stessa aveva intesa la voce tonante di lui provenire dallo studio, le era parso, ad una prima considerazione, alquanto esagerato il rimprovero che aveva potuto intendere, rimanendo di fatto attonita, a tal punto che si era risolta giocoforza a voler prendere le parti dei figli, rimproverati severamente per quella che pareva a lei una questione di poco conto, trascurabile ed alla quale si sarebbe potuto trovare un rimedio in qualche modo. Aveva atteso qualche istante prima di uscire in cortile, abbastanza persuasa che si fosse trattato della classica reprimenda educativa impartita dal marito ai figli per i loro errori, prima di capire che il marito aveva esagerato rispetto alle volte precedenti nelle quali si era mostrato sì severo ma non così irruento. Uscita in cortile poi, lo aveva inteso esortare i figli a scendere. Le era parso che si fosse gradatamente rabbonito con il passare dei secondi; era partito con l’odine imposto loro di scendere immediatamente dalla casa sull’albero per arrivare ad un invito cortese a farlo, adducendo fermamente che non si sarebbe risentito per il loro affronto e non avrebbe perciò pensato a qualche punizione da riservare loro.

La madre sapeva quanto il padre scultore artista del legno desiderasse che i figli seguissero le sue orme, che erano state impresse a lungo dalla sua famiglia, e che in un futuro il padre stesso avrebbe voluto che imprimessero anche loro, magari della stessa entità e rilevanza; avrebbe voluto che apprendessero di fatto i segreti dell’arte di scolpire il legno, tramandati di generazione in generazione, per poi rielaborarli in una loro particolare visione personale. Tuttavia, la madre era altresì consapevole che il marito non avrebbe potuto pretendere dai suoi due figli la stessa attitudine per l’arte riconosciuta nei componenti della sua famiglia che lo avevano preceduto. Non era detto per nulla che i suoi figli avessero una propensione naturale per l’arte, come il padre avrebbe in cuor suo desiderato, da artista di vaglia quale si reputava; e proprio perché si reputava un artista di vaglia avrebbe dovuto accorgersi se i figli celassero in loro un particolare talento per l’arte.

Al padre scultore artista del legno dispiaceva in realtà che i suoi due figli non dimostrassero almeno un po’ dell’entusiasmo che lui stesso era riuscito a dimostrare nell’impegno quotidiano, accanto al padre, chiaramente artista lui stesso, nonno dei due figli, che gli aveva impartiti i suoi insegnamenti e lo aveva seguito nei progressi che lo avevano portato a svolgere la sua attuale professione di scultore, per cui aveva conseguito ottimi risultati che erano valsi anche a lui diversi riconoscimenti.

L’intenzione del padre scultore artista del legno sarebbe stata quella allora di tramandare la sua arte ai figli affinché la potessero loro stessi poi tramandare di generazione in generazione, come era avvenuto con lui e come era avvenuto con i suoi avi per svariate generazioni precedenti alla sua nascita. Avrebbe voluto allora approfittare almeno un po’ di quelle vacanze estive che avrebbero consentito ai suoi due figli di avere più tempo libero da dedicare agli esercizi che avrebbe loro assegnati.

Dentro di sé sentiva di non aver rubato troppo tempo ai loro svaghi. Immaginava che i suoi due figli fossero entusiasti di poter migliorare nella loro arte, svolgendo compiti sempre più difficili per i quali era necessario impiegassero la giusta concentrazione. A giudizio del padre avrebbero dovuto approfittare del tempo libero concesso dalle vacanze estive e dedicarsi di fatto ad affinare la loro tecnica personale. Avrebbero avuto più tempo pure per osservarlo nello svolgimento del suo lavoro, per apprendere a mezzo della vista le particolarità della sua tecnica. Avrebbero potuti apprendere comodamente altri insegnamenti che il padre sarebbe stato chiaramente contento di trasmettere loro più liberamente, sapendoli disimpegnati momentaneamente dalla loro abituale quotidianità scolastica, salvo eventuali compiti assegnanti per casa da svolgersi durante le vacanze estive, per i quali si sarebbe potuto pensare a tempo debito.

Il cupido che aveva assegnato loro da scolpire come compito per le vacanze estive, sebbene fosse ancora sbozzato, non aveva un aspetto sgradevole ad un’attenta analisi estetica. Osservandolo con più attenzione, si era compiaciuto di notare che il lavoro procedeva molto bene. Probabilmente i suoi due figli sarebbero riusciti a portarlo a termine per la fine della stagione estiva, prima del loro ritorno tra i banchi di scuola. Tuttavia, non si sarebbe affatto ingannato se avesse scommesso che la loro attitudine verso l’arte sarebbe cambiata drasticamente a seguito di questo episodio emblematico. Ebbe timore che sarebbero potuti arrivare addirittura a rigettare la loro stessa arte, la quale continuava a credere abbisognasse ancora di tempo per esprimersi al meglio.

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