A quali marchi ti associ?
Sinceramente non mi sentirei alla stregua di un testimonial dei bei tempi andati o di un influencer d’oggigiorno, ma la domanda mi fa sovvenire un ricordo risalente ai tempi della scuola media, quando ci fu assegnato dalla nostra professoressa di educazione artistica il disegno del nostro volto posizionato di profilo. Ci era stato permesso altresì di abbellirlo e di adornarlo a seconda del nostro gusto estetico.
Ai tempi mi dilettevo a riprodurre gli stili e i loghi delle marche di abbigliamento più in voga negli anni novanta, utilizzando diversi materiali e tecniche di disegno, ottenendo risultati che io avrei considerati decenti, ma dei quali non sarebbe stata dello stesso avviso la mia suddetta insegnante, la quale invece disapprovò decisamente la mia scelta di impreziosire il mio volto di profilo, apponendo a scopi personali un’interpretazione libera dei diversi loghi appartenenti alle mie marche di abbigliamento sportivo preferite, secondo il mio stile e utilizzando le tecniche a me più congeniali.
Ci rimasi un po’ male, a dire il vero, considerato soprattutto quanto ai miei compagni di classe che avevano ottenuti risultati a mio avviso mediocri fosse stato riferito che avevano realizzati dei buoni lavori.
Ricordo che glielo misi sotto gli occhi il disegno del mio volto di profilo. Lo visionò e valutò per qualche istante. Sollevò poi il suo grugno e con aria perplessa mi comunicò qualcosa del tipo: se nella mia testa mi fossi sentito un marchio commerciale. Non ricordo se e cosa risposi, quel che è certo è che non terminai di fare quel che avevo sempre fatto solamente a causa di un giudizio negativo, seppur rivoltomi dalla mia insegnante che avrei dovuta ritenere competente in materia, ma continuai ad oltranza, finché ne ebbi voglia, senza sentirmi chiaramente e menomamente un marchio commerciale.
