Qual è la tua forma preferita di esercizio fisico?
Diverso tempo addietro, per tenermi ragionevolmente in forma, avevo ritenuto fosse cosa buona e giusta cercare un’alternativa alla palestra, dalla quale mi ero allontanato, forse definitivamente, dopo averne sospesa la frequentazione per breve tempo. La noia, forse, la pigrizia, più plausibile.
Avevo pensato di concedermi una pausa estiva ragionevole dai miei esercizi ginnici, prima che iniziassero a diffondersi nell’aria temperature arroventate, insostenibili, nonostante il mio istruttore in palestra mi avesse garantito che con il climatizzatore che aveva installato appositamente per assicurarci un po’ di refrigerio avrei potuto continuare ad allenarmi, senza essere condizionato dalle alte temperature.
L’idea di allenarmi con il sistema di condizionamento atmosferico non mi stuzzicava granché. Dovevo aver letto o sentito dire da qualche parte che compiere sforzi fisici in un ambiente chiuso in cui era attivo un sistema di climatizzazione non facesse bene alla salute, per cui finii per darla vinta alla pigrizia, che mi consigliò così di prendermi una doverosa pausa, temporanea, il tempo sufficiente a far sì che le temperature tornassero sopportabili, senza essere alterate da processi artificiosi.
Comunicai perciò al mio istruttore che mi sarei preso una breve pausa estiva, ma che poi sarei tornato ad allenarmi di sicuro, con rinnovato entusiasmo. Potrebbe anche darsi che fosse stata la pigrizia a convincermi di quanto le mie motivazioni fossero valide anziché pretestuose. Evitai di riferirle però al mio istruttore in questi termini, dal momento che avrei potuto temere ritenesse volessi accampare una scusa, per disimpegnarmi dai miei allenamenti e rifuggire così la fatica che accumulavo abitualmente. Avrebbe potuto credere volessi celare le mie vere intenzioni. Non si era ingannato.
Eppure, molto tempo dopo decisi che non mi sarei potuto impigrire ad oltranza. Mi imposi una scadenza, che più o meno rispettai, e mi rimisi in moto, lentamente, gradualmente. Avrei cominciato a praticare la disciplina più semplice che non abbisognasse di un equipaggiamento dispendioso e di una preparazione preventiva a livello tecnico. Il podismo amatoriale.
Fisicamente non mi sarei potuto considerare messo poi così male. Dopo alcune uscite ottenni risultati decenti, riuscendo ad accorciare i miei tempi fino a raggiungere una media apprezzabile. Venuto in seguito a conoscenza di corse podistiche amatoriali nei luoghi limitrofi, decisi che mi sarei misurato con altri praticanti, per valutare a quale livello fossero giunte le mie prestazioni atletiche.
Sviluppai un discreto interesse per una sana competizione con i miei rivali, cercando di ottenere buoni risultati, o per lo meno decenti. Andò avanti per diversi anni e diverse trasferte in luoghi disparati della provincia si accumularono, di domenica mattina. Correvo spensierato, al mio passo. L’entusiasmo tornò a rivendicare il suo posto, spodestando il mio torpore indolente.
Ma poi arrivò il covid, che si accordò con la mia pigrizia e me la fece tornare appetibile. La successiva e comprensibile reclusione indotta, che interessò la gente comune, mi impedì di contrastarla, al fine di tornare a mostrarmi propositivo, magari con il prendere una qualche iniziativa costruttiva. Tuttavia, l’impossibilità di poterlo fare mi ha portato a questo punto, al punto in cui devo decidere se rimettermi in forma, in qualche modo. Il tempo passa per tutti. Inesorabilmente.
