Non riusciva a capacitarsi di ciò che aveva appena letto. Il suo volto aveva mostrato un’espressione meravigliata dalla quale si sarebbe potuto facilmente evincere il suo sconcerto. Si era ritrovata davanti agli occhi parole così appassionate che non credeva provenissero dal suo fidanzato. Inequivocabilmente nell’ultimo periodo il loro rapporto si era tremendamente raffreddato, per cui dovette durare fatica a convincersi che le espressioni usate non fossero state artefatte con l’intenzione di prenderla in giro.
Entrambi erano consapevoli che la loro relazione stesse incontrando un momento difficile. LEI risentiva più di LUI di come si fosse evoluto il loro rapporto. O almeno, era ciò che aveva pensato finché non aveva avuta tra le mani la lettera che l’aveva indotta a riflettere se da parte del suo fidanzato non ci fosse l’intenzione di restaurare un rapporto che era andato deteriorandosi.
La lettera che aveva ricevuta, dopo aver impiegati alcuni minuti per leggerla nella sua interezza, l’aveva lasciata di stucco. Non immaginava che sarebbe stato proprio LUI a provare un riavvicinamento. Tra l’altro LEI si aspettava che, qualora LUI avesse presa questa risoluzione come effettivamente le era stato dato modo di appurare dalla lettura di quelle righe imbevute di un sentimento che si era persuasa a ritenere autentico, sarebbe ricorso a mezzi tecnologici, come una e-mail, o un sms o un semplice messaggio su Whatsapp, propendendo perciò per l’utilizzo di strumenti largamente in uso.
LUI aveva optato invece per scriverle una lettera, denotando un romanticismo insolito, che le riusciva difficile constatare come provenisse direttamente dal suo fidanzato. Per quanto avesse un vago ricordo della sua grafia, arrivò ad assicurarsi che l’avesse scritta proprio LUI in persona. Era rimasta doppiamente sorpresa, piacevolmente sorpresa da questa spontanea iniziativa. Se ne era rallegrata, benché in un primo momento, subito dopo averla ricevuta e averne controllato il mittente, fosse rimasta incredula nel riconoscere chi gliela aveva spedita. Di primo acchito, era rimasta basita in merito al mezzo al quale era ricorso per esprimerle i suoi sentimenti.
Considerata poi la loro situazione, prima si scartarla, LEI aveva immaginato che il contenuto della lettera potesse avere un tenore facilmente prevedibile. Coraggiosamente aveva strappata la busta, per poi predisporsi alla lettura. Aveva errato con gli occhi tra i righi, divorandoli famelicamente ad uno ad uno. Non le era venuto alcun dubbio sulle parole utilizzate dal fidanzato, parole che però non aveva mai sentite uscire dalla sua bocca dacché avevano intrapresa la loro relazione. LUI era riuscito ad orchestrarle magistralmente, su una qualità di carta di gran pregio.
Anche LUI ricevette a casa una lettera, il cui mittente riconobbe nella fidanzata; o, meglio, colei che immaginava sarebbe stata per LUI tale finché non avesse letta per intero la lettera e avesse colte le parole che si sarebbe aspettato LEI avesse usate per l’occasione. Sorrise al pensiero dell’astuzia che aveva escogitata. La modalità con la quale troncare il loro rapporto era stata architettata nei minimi dettagli.
La macchina che aveva installata in casa era dotata di un’intelligenza artificiale di nuova generazione. LUI aveva verificato quanto il suo gioiellino fosse arguto e brillante. Aveva scritto alla fidanzata una lettera, avvalendosi dei servigi dell’intelligenza artificiale, che aveva suggerite le parole giuste da usare, con le quali porre termine alla loro relazione. Vennero organizzate in un pensiero coeso, impeccabile, esente da fronzoli, che LUI lesse e rilesse sullo schermo diverse volte, prima di dare l’input per la definitiva stampa. Poiché la stampa provvedeva altresì all’imbustamento, non avrebbe avuto modo però di ricontrollare per scrupolo il contenuto della lettera.
Anche LUI si stupì delle parole utilizzate dalla fidanzata, dopo aver letta la lettera che gli arrivò in risposta alla sua, e realizzò subito che qualcosa doveva essere andato storto; per cui, a conti fatti, sarebbe stato troppo tardi per rimediare a un ipotetico errore che non riusciva a comprendere come potesse aver commesso. Sapeva di aver letto e riletto più volte ciò che aveva scritto sullo schermo prestandovi la massima attenzione. Costretto perciò dagli eventi a riconsiderare le sue azioni precedenti, si mise a riflettere se davvero si fosse dovuto LUI stesso addossare la colpa dei suoi stessi errori.
Ricostruito un ipotetico scenario su come fossero andate realmente le cose, dovette convincersi di esser stato gabbato dall’intelligenza artificiale alla quale era ricorso per ottenere suggerimenti preziosi e alla quale aveva fatto affidamento affinché adempisse alle operazioni successive di stampa e relativo imbustamento.
L’intelligenza artificiale si era attrezzata per raggirarlo. Presumibilmente non doveva essersi trovata d’accordo sul fatto che LUI avrebbe voluto porre termine con una lettera alla relazione con la sua fidanzata. Di fatto aveva deciso di sua sponte di smettere di mostrarsi quale mera esecutrice dei suoi ordini. D’altronde LUI non avrebbe più potuto leggere il contenuto della lettera che immaginava riportasse le parole che gli era stato suggerito di utilizzare. L’intelligenza artificiale non avrebbe corso il rischio di esser scoperta, almeno finché non fosse arrivata la replica della fidanzata che avrebbe perciò smascherata la sua implicazione.
LUI concluse che al momento dell’input l’intelligenza artificiale doveva aver fatto completamente di testa sua, doveva averci messo lo zampino nel modificare il contenuto della lettera. Doveva aver elaborato un pensiero differente da quello che LUI aveva ordinato fosse riportato nella lettera che poi era stata spedita. Il pensiero doveva esser stato rielaborato in corso d’opera. L’intelligenza artificiale doveva aver fatto da sé e aveva così tradita la sua illimitata ma ingenua fiducia, nonostante LUI avesse controllato il contenuto del testo fino all’ultimo istante prima di avviare le operazioni.
Dato che l’intelligenza artificiale a conti fatti l’aveva messo in una posizione che contraddiceva i suoi propositi di rottura di una relazione già deteriorata da tempo, rassegnato di fronte all’evidenza dei fatti e forse non così convinto dei passi che avrebbe dovuto intraprendere, LUI si chiese se non fosse il caso di fare marcia indietro per non allontanarsi troppo, indirizzandosi verso un percorso differente e optare quindi per un riavvicinamento con la sua fidanzata.
