Desideria (seconda parte) 2/2

Ebbene, il cosiddetto eletto giunse nel luogo in cui si era rifugiata e aveva eretto la sua campana, che apparentemente si sarebbe potuta ritenere impenetrabile. Desideria non si era fatta particolari illusioni fino a quel momento, ma auspicava che prima o poi si sarebbero incontrati. Ora che se lo ritrovava di fronte, a pochi passi di distanza, non si sarebbe potuta ingannare nel riconoscere il compagno di vita con il quale si era accompagnata in un lontano passato.

I momenti più belli della sua vita erano stati sottoposti alla dimenticanza. Si erano messi a pari passo con la sua crescente rassegnazione. La sua memoria si era fatta via via più labile. L’enorme afflizione aveva contribuito con il tempo a offuscare i lineamenti del volto del nuovo arrivato, ma non così tanto da impedirle di identificarlo. In un primo momento aveva avuto cura di guardarlo solamente di sottecchi. Sollevò poi un po’ il capo, per far sì che anch’egli potesse riconoscerla, ma preferì non articolare ulteriori movimenti che dessero a intendere che si volesse alzare da terra per andargli incontro.

Osservandola in volto, il compagno di viaggio dei tempi andati non ebbe difficoltà a identificare la persona che gli stava di fronte. Subito dopo averla riconosciuta avrebbe desiderato correrle appresso. Tuttavia, ristette, rimase in sospeso, allorché catturò uno sguardo indecifrabile ma al contempo carico di significato che gli rivolse penetrante. Non poté fare a meno di guardarla rabbuiato, quasi sconfortato, profondamente turbato da un’espressione a tratti imperscrutabile. In cuor suo mai avrebbe immaginato una tale accoglienza.

Benché percepisse come la situazione si stesse facendo anomala, inusitata, provò nondimeno ad avvicinarsi con assoluta calma, saggiamente circospetto, al luogo preciso in cui si trovava Desideria, la quale nel frattempo continuava a rimanere seduta nella medesima posizione. L’eletto avanzava a piccoli passi, con cautela, presentendo magari una qualche insidia latente, poiché aveva notato come Desideria non si fosse affrancata dalla sua immobilità, senza risolversi ad alzarsi per andargli incontro. Non sarebbe riuscito a spiegarsi questo comportamento, se non avesse compreso il motivo del suo atteggiamento contegnoso.

Il compagno di viaggio dei tempi andati le si stava facendo sempre più appresso e sperava in cuor suo che Desideria si alzasse per corrergli incontro. Si era convinto che lo avrebbe cinto in un abbraccio. Eppure, Desideria rimaneva nella stessa posizione, raggomitolata su sé stessa, senza dargli a intendere che potesse spontaneamente avanzare verso di lui, semmai avesse voluto sollevarsi da terra. In realtà continuava a osservarlo partecipe, curiosa di sapere come avrebbe condotte le sue mosse.

Il suo antico compagno indovinò come lo stesse mettendo alla prova, ma non immaginava che davanti a sé si sarebbe imbattuto in una barriera che li separava. Non avrebbe potuto avvicinarsi per riabbracciarla e ravvivare in lei la fiammella della battaglia, che si stava lentamente spegnendo, se prima non avesse sciolto l’enigma.

Immaginando che una qualche insidia si potesse annidare nei paraggi e rischiasse di palesarsi come una minaccia, mise le mani in avanti e giunse quindi a tastare la barriera che li divideva. Si fissarono negli occhi, intensamente per qualche istante, finché Desideria non gli soffiò un bacio a labbra semiaperte. Il compagno di viaggio interpretò l’indizio nella maniera corretta. Per prima cosa espirò tutta l’aria che aveva nei polmoni. Poi fece aderire le labbra alla barriera di vapore acqueo cristallizzato, quasi si trattasse di una ventosa, e prese a inspirare quel velo d’acqua sottile che dava rifugio alla donna con la quale si sarebbe voluto ricongiungere. Avrebbe desiderato ridarle speranza, riportarla a combattere per i suoi ideali.

Poiché l’uomo sul quale aveva riposto la sua fiducia incondizionata aveva eliminato la barriera che li separava, Desideria sarebbe stata ora libera di uscire dal suo guscio e decidere così il da farsi: come condurre la prosecuzione della propria esistenza. L’eletto le aveva dato la possibilità di tornare a nuova vita. Armarsi nuovamente di coraggio per riprendere a combattere avrebbe rappresentato un’opzione stavolta ineludibile. Si sollevò da terra e si avvicinò al suo compagno, con il quale era pronta a intraprendere un nuovo viaggio, la cui meta pareva tanto imprevedibile quanto irraggiungibile.

Lo baciò teneramente sulle labbra, rinnovando la passione di un tempo, e si vide restituire il vapore acqueo con il quale aveva fabbricato la sua campana, trasformatosi in un soffio pieno di vita, che la inebriò pervadendole il corpo nella sua interezza. La fiammella che lentamente si stava spegnendo nel suo animo disilluso riprese ad ardere vigorosamente.

Ormai ricongiuntisi, si rivolsero verso la catastrofe imminente. L’oscurità che gravava sempre più minacciosa sulle loro teste si stava meravigliando in quegli istanti di vedersi ricomparire di fronte un nemico che pensava di avere definitivamente sconfitto. Desideria si unì così al suo compagno di un tempo: avrebbero fatto squadra per intraprendere in tandem un nuovo cammino avventuroso, che si preannunciava colmo d’imprevedibili insidie. Tuttavia, avrebbe evitato di cedere allo sconforto, risoluta a non darsi più per vinta.

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