Il telecronista delle partite videoludiche

C’è chi osserva che il telecronista calcistico delle partite videoludiche alla consolle non gode della giusta considerazione che sentirebbe di meritarsi; come del resto nemmeno il commentatore che lo affianca, il quale di tanto in tanto viene chiamato in causa per esporre le sue analisi tecnico tattiche. Mi sto chiaramente riferendo a persone in carne e ossa che si dedicano dal vivo al racconto di partite calcistiche giocate su dispositivi elettronici predisposti per l’intrattenimento interattivo.

Ebbene, allorquando capita che sia una persona in carne e ossa a offrirsi volontaria per effettuare una telecronaca, le loro omologhe virtuali per pura praticità non sarebbero contemplate. Verrebbero trascurate all’occorrenza, poiché offrirebbero un livello di standardizzazione dell’esperienza poco pertinente. In altre parole, si cerca solitamente di accantonare le telecronache virtuali, di sospenderne la fruizione, affinché non vi siano interferenze inopportune.

Qualora si abbiano a disposizione persone capaci di sopperirvi con il loro spiccato entusiasmo, naturalmente predisposte a gestire ritmi di gioco frenetici, non sussisterebbe l’eventualità che si pervenga a un confronto con l’omologo virtuale, la voce registrata in precedenza che tenta di ravvivare le fasi di gioco di una qualsivoglia partita videoludica.

Viene ideata una telecronaca studiata ad arte. Si tende ad abbassare il volume del commento virtuale al minimo o persino a silenziarlo del tutto e si affida la narrazione della partita al volenteroso telecronista in carne e ossa, il quale avrà così campo libero e si assumerà il compito di interpretare alla sua maniera lo spirito agonistico del gioco con la sua personalissima abilità espressiva.

Se ci fosse più considerazione per il ruolo, si eviterebbe qualche commento ingeneroso da parte degli allenatori, nonché manovratori in carne e ossa tramite joypad dei loro giocatori virtuali. Capita non di rado che la competizione faccia emergere il peggio di ogni persona. Si sa come gli allenatori non esitino a intromettersi nel discorso, per criticare la qualità della telecronaca che interpreta (a volte in tono scherzoso) le gesta dei propri giocatori impegnati sul campo. Non è così infrequente che gli allenatori dissentano su certi giudizi, quando sarebbe consigliabile continuare a giocare la propria partita.

Ci si dovrebbe focalizzare solo su quella, ci si dovrebbe concentrare nell’interagire al meglio con i propri giocatori, evitando inutili lamentele. Sebbene capiti che il telecronista intervenga con qualche commento inappropriato che potrebbe destabilizzare il contendente, il racconto della partita non dovrebbe influire sull’andamento del gioco. Tuttavia, non è raro che alcuni allenatori si lamentino di come la prestazione della propria squadra sia condizionata da ingerenze inammissibili da parte del telecronista di turno, per cui non si esimono dal condannare un atteggiamento che ritengono decisamente sfrontato.

Non ci si dovrebbe prendere sul serio durante le telecronache che analizzano autorevolmente le prestazioni di ogni singolo giocatore impegnato nella contesa. A onore del vero, si può affermare come esistano anche allenatori che apprezzino o persino lodino le telecronache di cui le loro squadre sono oggetto durante lo svolgimento di qualsivoglia competizione agonistica interattiva.

Ad ogni buon conto, è indubbio come la narrazione delle gesta di uomini contenuti in uno spazio virtuale si svolga a livello puramente amatoriale, con l’obiettivo di strappare a tutti, specialmente agli altri allenatori che si calano nel ruolo di spettatori in attesa del loro turno di gioco, un affabile sorriso di bonario divertimento.

A nessuno verrebbe in mente di scaldare gli animi in competizione allo scopo di generare sgradevole nervosismo. Ad ogni modo, è ovvio quanto preventivamente si debbano rendere imparziali le telecronache; o se proprio ci si spinge più in là, irriverenti fino a un limite giustificabile, non oltre una certa soglia di tolleranza, entro la quale non si rischi di ingenerare irritazione. Qualora si voglia insistere sui difetti di una squadra in particolare, bisognerebbe non valicare la giusta misura della semplice presa in giro.

Chi si sentisse punto sul vivo, irritato da una qualche analisi che reputerebbe discutibile, non dovrebbe spingersi sopra le righe criticandola aspramente. Benché il buon senso, che dovrebbe albergare nell’animo di chiunque, sia lo strumento migliore del quale avvalersi per rendere piacevoli i tornei di calcio videoludici, è consigliabile rimanere estremamente cauti con persone che si conoscono per apparire leggermente permalose nel caso in cui si giungesse a provocarle.

Agitarsi oltremisura sarebbe biasimevole e creerebbe automaticamente risentimento. Sarebbe preferibile non inalberarsi e magari incassare serenamente qualche motteggio un po’ più spinto del solito. Se dovesse accadere però che ci si faccia il sangue amaro, bisognerebbe escogitare delle contromisure efficaci, per riportare a più miti consigli la persona che rischiasse di raggiungere un alto livello di alterazione umorale; bisognerebbe acquietare la persona che si sentisse oltraggiata da una telecronaca che reputerebbe offensivamente faziosa, o dal commento tecnico che la impreziosisce, il quale potrebbe persino mostrarsi irriverente, offrendo una disamina degli aspetti più pregnanti del gioco. Urgono protezioni nell’eventualità di un’aggressione diretta, del tipo che non si limiterebbe a manifestarsi solo verbalmente e giungesse invece a trascendere in un alterco furibondo che porterebbe a un attacco fisico.

Quasi si tratti di un’abitudine, non potendo adirarsi contro l’arbitro pixellato sullo schermo, per la sua natura intangibile perché virtuale, gli allenatori insoddisfatti per una determinata prestazione della propria squadra eleggono come sostituto contro il quale scagliarsi per scatenare la propria inopportuna e discutibile insofferenza il telecronista in carne e ossa, che necessiterebbe in tali frangenti di esser tutelato, affinché si prevengano situazioni incresciose, di cui diventerebbe automaticamente vittima.

Se il rischio è quello di esser criticati per qualche mezza parola fuori posto o per un eloquio inviso all’allenatore di turno (che farebbe difficoltà a sopportarlo), allora è meglio che una persona coraggiosa o impermeabile alle osservazioni mordaci si assuma un tale onere, che non potrebbe essere al contempo un onore, visto il trattamento che si riceverebbe in compenso per il proprio servizio volontario, svolto assecondando le migliori intenzioni.

È proprio perché sono consapevole di quanto affermato finora che mi sento di ribadire che il telecronista delle partite videoludiche dovrebbe godere di maggior considerazione. Avrebbe bisogno di garanzie superiori affinché si prevengano incontri e/o scontri indesiderati. Dovrebbe sentirsi tutelato nel caso in cui vi siano allenatori che non gradiscano il modo in cui suole raccontare le gesta dei giocatori che si impegnano a manovrare e si sentano perciò legittimati ad aggredirlo. Sembra incredibile come vi sia solo un numero esiguo di persone che sappia valutare criticamente l’operato del telecronista videoludico, il quale offre i suoi servigi senza aver nulla in cambio se non eventuali ingiurie da chi si sente oltraggiato.

Concludo con la speranza che si rimedi a questa situazione critica, con l’auspicio che il volontario di turno non si senta a disagio nel volersi assumere un compito così delicato. Ad ogni modo, ci si augura che il telecronista delle partite videoludiche alla consolle abbia in genere una tempra tale da non farsi intimidire da persone esagitate.

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