Due caramelle per “addolcire la pillola”

Nel periodo in cui lavoravo al drive-through della mia città con il compito di stampare i moduli di prenotazione dei tamponi per il Covid 19 fui scelto tra i miei colleghi per esser trasferito alla struttura in cui venivano somministrati i vaccini.

Svolsi per una giornata la stessa mansione in quell’edificio. Nel centro vaccinale nessuno degli impiegati amministrativi che vi lavoravano era stato istruito preventivamente su come stampare il modulo di prenotazione per i tamponi attraverso il portale telematico dedicato.

Era stato stabilito dalle alte sfere di offrire gratuitamente per un giorno la suddetta prestazione sanitaria a chi avesse voluto usufruirne, anche nel caso in cui l’interessato si fosse presentato sprovvisto di impegnativa. Chi avesse desiderato effettuare un tampone antigenico a scopo precauzionale, si sarebbe dovuto mettere in coda al mio sportello e attendere che stampassi il modulo di prenotazione, prima di spostarsi nelle relative postazioni per effettuare il tampone.

Il periodo in cui fui trasferito per quell’iniziativa corrispondeva a quello con la maggior affluenza riscontrata al drive-through. Ogni giorno file ininterrotte di automobili lunghe diversi chilometri si componevano davanti ai nostri occhi. Eravamo preparati a eseguire il nostro compito con diligente professionalità.

L’insofferenza della gente era arrivata al parossismo, accompagnandosi a comprensibili lamentele. Impegnati a stampare a ripetizione moduli di prenotazione, duravamo fatica a svolgere il nostro lavoro senza un attimo di tregua. Tutt’al più che talvolta si mostrava necessario mitigare le intemperanze di persone costrette ad attendere alcune ore il loro turno.

Capitava che vi fosse mancanza di empatia nei nostri confronti. Vi erano persone che pensavano esclusivamente a risolvere il loro problema senza rendersi conto che la loro situazione era affine alla nostra per quel che riguardava la gestione dello stress al quale eravamo sottoposti.

Ebbene, quel giorno ero al centro vaccinale a svolgere il mio lavoro abituale. Per quel che concerneva la somministrazione del vaccino, si stava assistendo a una magra affluenza. I miei colleghi amministrativi non erano granché impegnati, mentre io invece ero intento a smaltire la fila di avventori desiderosi di effettuare un tampone gratuito; senza un attimo di respiro, senza che mi fosse concesso di prendermi una pausa, per andare almeno al bagno, durante le sei ore in cui dovetti lavorare in base al mio turno.

Dopo tre ore in cui non avevo fatto altro che stampare moduli uno dietro l’altro, una persona in fila che ricevetti alla mia postazione, notando quanto fossi teso, mi allungò due caramelle. Improntando il volto a un’espressione comprensiva, accompagnò il gesto con una frase significativa: “Così si addolcisce un po’!”.

Le manifestai gratitudine con un sorriso accogliente, dimostrando quanto avessi apprezzato il gesto tanto generoso quanto simbolico del quale ero stato oggetto.

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