Il suo mondo era in rovina e Desideria percepiva che sarebbe stato inutile continuare a combattere. Era stata soggiogata da una disarmante presa di posizione disfattista. Era convinta che, se pugnace si fosse dedicata a lottare per evitare la catastrofe, non avrebbe ottenuto alcun risultato positivo.
Qualcuno avrebbe dovute ascoltare le sue ragioni. Sarebbe bastato che qualcuno intimamente riuscisse a comprenderla. Costretta ormai a vivere in un mondo per lei pressoché irrecuperabile, rassegnata alla sconfitta, aveva rintracciato un luogo isolato ove ritirarsi deposte le armi. Mise in atto il piano che aveva escogitato e avrebbe consegnato sé stessa a un tragico epilogo.
Desideria era riuscita a fabbricarsi un rifugio ideale. Aveva trovata una base sulla quale poggiare la creazione di un fortino individuale. Lo progettò quasi invalicabile e vi si rinchiuse in attesa della fine. A pieni polmoni, con un soffio circoscritto, aveva costruita attorno a sé una campana di vapore acqueo, che immediatamente si era cristallizzata; aveva realizzato per sé uno spazio vitale entro il quale trascorrere i suoi ultimi giorni.
Questa campana la ricopriva interamente. La rese quasi inaccessibile, utilizzandola quale ultimo riparo. Vi si sarebbe lasciata morire lì dentro, se qualcuno non avesse trovato il modo di penetrarvi e soccorrerla, prima che il decadimento al quale sarebbe andata incontro divenisse definitivo, decretando la fine della sua esistenza. Desideria sapeva che qualcuno avrebbe potuto addentrarsi in quello spazio vitale, se solo avesse compreso come lacerare quella sottile ma solida difesa che la stava isolando dal mondo esterno.
Lo sconforto provocato dall’inesorabile sfacelo che minava il suo mondo aveva a tal punto persuaso Desideria della giustezza delle sue considerazioni che sarebbe risultato alquanto difficile che potesse tornare a lottare per i suoi ideali. Era ahimè sicura di quanto sarebbe apparso inutile dare il suo contributo in battaglia.
Le forze oscure, contro le quali si sarebbe dovuta impegnare a lottare, presto avrebbero prevalso, avrebbero agguantata una vittoria nebulosa, avrebbero così oscurato il mondo luminoso del quale aveva goduto ai tempi in cui conduceva un’esistenza serena; lo aveva assaporato nelle sue multiformi sfaccettature, quando ancora nutriva la speranza che potesse permanere in eterno.
Desideria si sentiva inutile a tal punto che sarebbe rimasta irremovibile sulle sue perentorie e apparentemente irrevocabili decisioni. Ciononostante, aveva fabbricata la sua barriera difensiva insinuandovi in piena coscienza e con cognizione di causa un punto debole. Chi fosse riuscito ingegnandosi a trovarlo, avrebbe potuta aprire una breccia nel suo fortino; l’avrebbe potuta convincere a tornare a lottare, espugnando la campana che racchiudeva il suo disfattismo esperienziale.
La soluzione era a portata di mano, ma qualcuno l’avrebbe dovuta trovare, per metterla in atto il prima possibile. Quel qualcuno che si fosse avvicinato al suo rifugio, si sarebbe dovuto impegnare a sciogliere l’enigma, così da dissolvere le mura entro le quali si era rinchiusa, evitando però di farsi ingannare da mezzi che si sarebbero potuti rivelare illusori o improduttivi.
Ebbene, doveva trovarsi da qualche parte qualcuno che potesse provare a cimentarsi in quest’impresa. Poiché aveva incluso un punto debole insinuato a livello superficiale, localizzato in quello strato, Desideria non avrebbe potuto non esser consapevole che esistesse una persona che fosse in grado di individuare una tale imperfezione.
Desideria sapeva dell’esistenza di una persona capace di rendere inefficaci le difese sulle quali contava per proteggersi dal mondo esterno, ma la persona che aveva in mente avrebbe dovuto rintracciare il suo rifugio in tempi rapidi, prima che la fiammella agonizzante all’interno del suo corpo si spegnesse per sempre. Desideria era convinta che sarebbe sopraggiunta la persona che avrebbe sciolto l’enigma, ampiamente meritevole di potersi addentrare liberamente nel suo rifugio.
La tal persona avrebbe dovuto prima scoprire il luogo che si era scelta per fabbricarsi quell’ultimo riparo. A seguito della sua individuazione, la tal persona non si sarebbe dovuta ingannare a prima vista, immaginando il rifugio impenetrabile, poiché solo in apparenza lo si sarebbe potuto ritenere inaccessibile. La tal persona avrebbe dovuto allora usare l’ingegno per trovare uno spiraglio nella sua barriera difensiva, così da poter penetrare all’interno.
Desideria sperava in cuor suo che quel qualcuno riuscisse a convincerla a riprendere a combattere, per sé stessa e per i suoi ideali, per la sua vita e per quella degli altri, contro le forze oscure che non avrebbero dovuto prevalere, avendo la meglio in un mondo che si stava facendo sempre più decadente.
Dentro di lei una piccola fiammella continuava ad ardere di vita propria. Esisteva pur sempre una speranza di successo, per cui, se la persona destinata a compiere l’impresa fosse riuscita a penetrare all’interno della sua campana di vapore acqueo cristallizzato, avrebbe potuto decidere di tornare sui suoi passi e riprendere speranzosa a combattere.
Qualcuno avrebbe potuto trovare lo strumento adatto a dissolvere quel fortino trasparente dalle mura concentriche. Qualcuno che avesse scovato il suo rifugio e vi si fosse avvicinato sarebbe stato mosso a compassione e avrebbe agito di conseguenza per il suo bene, notando come Desideria si fosse rincantucciata ad attendere la fine della sua esistenza.
Era trascorso un considerevole lasso di tempo dacché si era assisa a terra in attesa della fine, con le braccia cingenti gambe piegate al petto, votata a una morte alla quale non si sarebbe potuta sottrarre; a meno che non fosse arrivata per tempo la salvezza tramite una mano amica, un sostegno al quale il suo istinto di sopravvivenza continuava a tenersi aggrappato.
Ebbene, la tal persona giunse nel luogo in cui si era rifugiata e aveva eretta la sua campana all’apparenza impenetrabile. Desideria non si era fatta particolari illusioni fino a quel momento, ma auspicava che prima o poi si sarebbero incontrati. Ora che se lo ritrovava di fronte a pochi passi di distanza non si sarebbe potuta ingannare nel riconoscere il compagno di vita con il quale aveva viaggiato a lungo in passato. Sollevò un po’ il capo per far sì che anch’egli potesse riconoscerla, ma preferì non articolare ulteriori movimenti che dessero ad intendere che si volesse alzare da terra per andargli incontro.
Osservandola in volto, il compagno di viaggio dei tempi andati non ebbe difficoltà a identificare la persona che gli stava di fronte. Subito dopo averla riconosciuta avrebbe desiderato correrle appresso, ma ristette, rimase in sospeso allorché catturò uno sguardo indecifrabile ma al contempo carico di significato che gli rivolse penetrante; al che non poté fare a meno di guadarla rabbuiato, quasi sconfortato, dal momento che mai avrebbe immaginata una tale accoglienza.
Benché percepisse come la situazione si stesse facendo anomala, provò nondimeno ad avvicinarsi con assoluta calma, saggiamente circospetto, al luogo preciso in cui si trovava, seguitando a rimanere seduta nella medesima posizione; avanzava a piccoli passi, con cautela, presentendo magari una qualche insidia latente, poiché aveva notato come Desideria non si fosse affrancata dalla sua immobilità, senza risolversi ad alzarsi per andargli incontro. Non sarebbe riuscito a spiegarsi questo comportamento, se non avesse compreso il motivo del suo atteggiamento contegnoso.
Il compagno di viaggio dei tempi andati le si stava facendo sempre più appresso e sperava in cuor suo che Desideria si alzasse per corrergli incontro. Si era convinto che lo avrebbe cinto in un abbraccio, eppure Desideria rimaneva nella stessa posizione, raggomitolata su sé stessa, senza dargli ad intendere che potesse spontaneamente avanzare verso di lui, semmai avesse voluto sollevarsi da terra. In realtà continuava a osservarlo partecipe, curiosa di sapere come avrebbe condotte le sue mosse.
Il compagno di viaggio dei tempi andati indovinò come lo stesse mettendo alla prova, ma non immaginava che davanti a sé si sarebbe imbattuto in una barriera che li separava. Non avrebbe potuto avvicinarsi per riabbracciarla e ravvivare in lei la fiammella della battaglia, che si stava lentamente ma inesorabilmente spegnendo, se prima non avesse sciolto l’enigma.
Immaginando che una qualche insidia si potesse annidare nei paraggi e rischiasse di palesarsi come una minaccia, mise le mani in avanti e giunse quindi a tastare la barriera che li divideva. Si fissarono negli occhi intensamente per qualche istante, finché Desideria non gli soffiò un bacio a labbra semiaperte. Il compagno di viaggio interpretò l’indizio nella maniera corretta. Per prima cosa espirò tutta l’aria che aveva nei polmoni, poi fece aderire le labbra alla barriera di vapore acqueo cristallizzato, quasi si trattasse di una ventosa, e prese a inspirare quel velo d’acqua sottile che dava rifugio alla donna con la quale si sarebbe voluto ricongiungere; avrebbe desiderato ridarle speranza, riportarla a combattere per i suoi ideali.
Poiché l’uomo che sperava la potesse ritrovare e auspicava le ridonasse forza aveva eliminata la barriera che li separava, Desideria sarebbe stata ora libera di decidere se ritornare a nuova vita e armarsi nuovamente di coraggio per riprendere a combattere. Si sollevò da terra e si avvicinò al suo compagno, con il quale era pronta a intraprendere un nuovo viaggio, la cui meta pareva tanto imprevedibile quanto irraggiungibile.
Lo baciò sulle labbra, rinnovando la passione di un tempo, e si vide restituire il vapore acqueo con il quale aveva fabbricata la sua campana, trasformatosi in un soffio pieno di vita, che la inebriò pervadendo il suo corpo per intero. La fiammella che lentamente si stava spegnendo nel suo animo disilluso riprese ad ardere vigorosamente.
Ormai ricongiuntisi, si rivolsero verso la catastrofe imminente. L’oscurità che gravava sempre più minacciosa sulle loro teste si stava meravigliando in quegli istanti di vedersi ricomparire di fronte un nemico che pensava di avere definitivamente sconfitto.
Desideria si unì così al suo compagno di un tempo, per intraprendere un nuovo viaggio avventuroso, che si preannunciava colmo d’imprevedibili insidie. Tuttavia, avrebbe evitato di cedere allo sconforto, risoluta a non darsi più per vinta.
