Diario stravagante (episodio 1: il balzello)

Stamattina mi è capitato di assistere a un fatto singolare, il quale ha concatenato tra loro coincidenze stravaganti, aiutandomi ancora una volta a comprendere quanto situazioni particolari possano diventare fonte d’ispirazione per autori la cui vena creativa a volte si chiude o solamente si restringe, senza alcun preavviso. Trovandomi mio malgrado in un periodo scarsamente produttivo, durante il quale le idee sovente latitano, mi compiacqui del caso che veniva all’occorrenza in mio soccorso, quando meno me lo sarei aspettato.

Ebbene, dopo essermi preparato a uscire di casa per alcune commissioni, decisi per prima cosa di recarmi in una delle librerie più fornite in città, con l’intento di fare tre acquisti affini: la grammatica di Sanscrito che era stata suggerita dalla docente ai discenti per il corso on-line che sto attualmente frequentando, un libro di narrativa che avrei scelto a seconda dell’ispirazione del momento per il compleanno di un amico e, in ultimo, un manga di recente pubblicazione intitolato “Grasshopper”, illustrato dal mangaka Hiroto Ida e sceneggiato dal famoso scrittore di gialli/noir Kotaro Isaka, del quale avevo letto in precedenza un libro e guardato un film tratto da un altro suo libro.

Benché il reparto fumetteria si trovasse al pianterreno e appena entrato mi ci potessi recare per prima cosa, con l’intento di cercare proprio quel manga, passai invece oltre e mi avviai al reparto libreria che stava al piano superiore soppalcato. Salite le scale che mi ci condussero, decisi di fare una ricognizione panoramica del reparto in questione, attraverso la lunga teoria di scaffalature che lo componevano. Avevo bisogno della giusta ispirazione per scegliere un libro che si confacesse ai gusti del mio amico. Nella mia deambulazione peripatetica indirizzai però le mie ricerche verso ciò che sapevo di dover acquistare per certo.

Arrivai in breve tempo alla sezione dedicata alle Lingue Straniere, dove immaginavo che avrei trovato la grammatica di Sanscrito che ci era stata consigliata quale testo di riferimento per il corso on-line su piattaforma interattiva. Invero mi ci ero diretto con poca convinzione sulla sua reperibilità per la specificità della materia. Mentre ero concentrato nondimeno nella ricerca della suddetta grammatica, l’occhio erratico mi cadde casualmente su un dizionario di lingua giapponese. Doveva essere stato pubblicato di recente. Fino a quel momento non ne ero a conoscenza. Prima di quella mattina non avevo avuto quindi modo di visionarlo, ancorché per puro diletto.

Lo afferrai dallo scaffale svogliatamente e presi a sfogliarlo con pigro interesse, quando una cavalletta, che si era infrattata tra le pagine del testo, vistasi scoperta suo malgrado, fece un balzello e atterrò così al suolo. Riuscii a strozzare in gola in un singulto la meraviglia che subito suscitò in me la vista di quel piccolo animaletto: non volevo certo attirare l’attenzione della seppur scarsa clientela che popolava la libreria a quelle ore mattutine.

Sorrisi divertito a seguito dell’associazione mentale che mi sovvenne a riguardo del manga “Grasshopper”: a maggior ragione lo sarei andato a cercare più tardi, dopo aver assistito a questo bizzarro episodio, quando fossi sceso e mi fossi diretto al reparto che era stato destinato ai fumetti e ai loro derivati. Di fatto la cavalletta aveva trovato rifugio tra le pagine di un dizionario di lingua giapponese e la coincidenza mi parve invero curiosa. Chissà da dove era entrata la bestiola…

Quando feci per allontanarmi con la grammatica di Sanscrito che ero riuscito a trovare (nonostante il mio scetticismo iniziale) nella stessa sezione dedicata alle Lingue Straniere, la cavalletta rimaneva al suolo al centro della corsia tra due scaffali di libri, probabilmente spaesata e indecisa sul da farsi. La lasciai perdere e mi misi a ispezionare varie sezioni, per poi passare in rivista alcuni scaffali di narrativa che trovai poco distante. Mi impegnai allora nella ricerca di un libro che potesse collimare con i gusti del mio amico e alla fine ritenni di averne trovato uno adatto.

Reperito quel che cercavo, mi avviai alla cassa per pagare i due libri. La mia incombenza mattutina si era compiuta per due terzi. Non mi restava altro da fare che scendere e recarmi al reparto fumetteria che si trovava al pianterreno.

Spinto però da una rinnovata curiosità sulla sorte della cavalletta del dizionario, presi la strada di ritorno verso la sezione Lingue Straniere, per verificare se la cavalletta fosse ancora lì dove l’avevo lasciata o se invece se ne fosse andata via da qualche altra parte. La trovai precisamente nello stesso punto di prima, proprio al centro della corsia.

Non so per quale motivo, ma fui prestamente portato ad avvicinarmi. Mi portai appresso alla bestiola con estrema cautela. Alle mie spalle avevo una lunga fila di finestroni che circondava buona parte della libreria e dalla quale penetravano tenui raggi solari che andandosi a frangere sulla mia schiena producevano un’ombra che procedeva a crearsi il suo spazio allungandosi attraverso la corsia. L’ombra che mi precedeva doveva aver allarmata la cavalletta che prese quindi a balzellare in avanti, aumentando la distanza che ci separava. Si fermò qualche saltello più in là e sembrava volermi attendere di proposito.

Appena l’ombra del mio corpo incombente tornò ad investirla nella sua interezza, la cavalletta del dizionario riprese a saltellare. Cercai di adattare il mio passo ai suoi balzelli, seguendola verso il luogo in cui mi stava portando. Dal momento che capitava che gettassi occhiate a terra per seguire l’insetto, speravo di non aver dato a nessuno l’impressione che non sapessi dove stessi andando. Arrivammo ai piedi delle scale. Attorno a noi la clientela seguitava a transitare tra i vari scaffali alla ricerca di un’ispirazione per i propri acquisti, la più parte di essa assorta nella variegata disponibilità editoriale. Mi auguravo non avesse notato il mio bizzarro comportamento inesplicabile.

Scendemmo le scale e ci dirigemmo assieme verso il reparto fumetteria. Da un angolo cieco sbucò d’un tratto un dipendente, con uno scatolone capiente tra le mani, all’evidenza contenente materiale editoriale da collocare nei vari scaffali. Inavvertitamente pestò la cavalletta che mi aveva guidato alla mia ultima destinazione e la spiaccicò sul pavimento proseguendo indifferente il suo cammino. Produsse uno scricchiolio sonoro che non sembrò però destare la sua attenzione.

Io, di conseguenza, ebbi un improvviso straniamento, strabuzzando gli occhi per la subitaneità del fatto, dal momento che non avevo immaginato poc’anzi potesse accadere l’eventualità che se ne dipartisse da questo mondo a questo modo. Mi dispiacque nella misura in cui ci si può dispiacere di un insetto schiacciato a terra. Purtroppo, era entrato in un luogo ostile per la sua specie e anche se avessi voluto e provato a proteggerlo, avrei durata fatica a trovargli una via di fuga verso l’esterno, ammesso che davvero se ne volesse andar via dalla libreria. Ad ogni modo, mi feci coraggio e rivolsi il mio sguardo verso il basso, guardando di conseguenza la cavalletta spiaccicata a terra, per poi indirizzarlo sul commesso che l’aveva fatta passare a una vita alternativa in un mondo diverso. Osservai il percorso che quest’ultimo compì verso uno scaffale semivuoto.

Notando che da lontano lo stavo osservando con fare interessato, mi rivolse la parola: “Posso esserle utile in qualcosa?”; “Sì, certo!”, feci di rimando, “Avete per caso disponibile fisicamente in libreria il manga intitolato ‘Grasshopper’?”, il commesso ci pensò un po’, assorto nei suoi pensieri, per poi riferirmi, conoscendo il prodotto in questione: “No, mi spiace, non lo abbiamo disponibile fisicamente, ma possiamo fare un riordino, se lo desidera…”. Distolsi per un attimo lo sguardo dal mio interlocutore e, abbassandolo di nuovo, lo diressi alla cavalletta maciullata che avevo davanti a me a pochi passi. Fu un istante e ritornai subito a guardare il commesso, che si sarebbe potuto risentire che lo stessi ignorando, dopo aver manifestato interesse per un articolo che avrebbe potuto avere a disposizione. Gli risposi con un sorriso bonariamente canzonatorio: “Sì, magari quando passerà la prossima cavalletta!”.

Il commesso accennò un lieve cipiglio di smarrimento alle mie parole, che dovevano essergli suonate particolarmente enigmatiche, mentre io mi dirigevo verso le porte automatiche dell’uscita, scavalcando tristemente la cavalletta stecchita al suolo.

Compiuti i miei triplici acquisti in libreria, mi sarei dovuto dedicare ora ad altre commissioni per questa mattinata, ma decisi invece che non avrei potuto fare a meno di dedicarmi al racconto che la situazione inusitata mi aveva ispirato. Me ne tornai subito a casa difilato, senza assolvere alle mie altre commissioni. Non avrei certo potuto e voluto rischiare che quest’idea se ne balzellasse via dalla mia mente come una cavalletta, con il rischio di esser mortificata.